Regime Forfettario: le novità

Mentre la legge di bilancio 2020 aveva apportato importanti modifiche al regime forfettario la legge di bilancio per il 2021 non interviene in questo regime agevolato di fatto confermando la normativa anche per l’anno prossimo. Come sappiamo il regime forfettario è un regime fiscale agevolato destinato alle persone fisiche esercenti attività economiche arti e professioni. In questo video andremo quindi a definire quelli che sono i requisiti di accesso. Le cause di esclusione. La modalità di calcolo del reddito e della tassazione. Quali sono i componenti deducibili.

Forfettario Quali sono i componenti deducibili.

Quali sono le modalità di accesso e quali sono infine le semplificazioni contabili. Solo Carlo Alberto Micheli avvocato e commercialista fondatore di vari account Twitter attraverso Youtube mi occupo di divulgazione economica e fiscale. Se vuoi rimanere quindi aggiornato sui nuovi contenuti lascia online scrivete al canale e attiva la campanella per capire quali sono i requisiti di accesso al regime forfettario bisogna sempre far riferimento al precedente anno d’imposta. Accedono quindi a regime forfettario i contribuenti che hanno contemporaneamente conseguito ricavi o percepito compensi tagliati a danno non superiori a 65 mila euro se vi sono più attività e più codice TECO.

Bisogna considerare il totale quando si parla di rango tagliati ad anno è come se noi prendessimo 65 mila euro.

E l’Expo al massimo sui 12 mesi. Se io ad esempio avessi percepito solamente nell’ultimo bimestre 40 50 mila euro sono sotto i 65 ma sono sopra il ragguaglio annuale e quindi non potrò accedere quale altro requisito che non permette l’accesso al regime forfettario è quello di aver erogato compensi o pagato stipendi o salari anche a progetto o a collaboratori.

Quindi aver sostenuto spese per lavoro dipendente o assimilato superiore a 20 mila euro. In queste 20 mila euro rientrano anche gli eventuali redditi erogati in conseguenza di associazione in partecipazione o per prestazioni rese dai collaboratori familiari. Questi requisiti di accesso valgono sia per chi inizia una nuova attività sia per chi è già in attività e vuole passare a regime forfettario. Visti i requisiti di accesso vi sono però anche delle cause di esclusione dal regime stesso. Non possono accedere al regime forfettario le persone fisiche che si avvalgono di speciali regimi IVA i non residenti i soggetti che effettuano in via esclusiva o prevalente operazioni di cessione di fabbricati terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi gli esercenti attività d’impresa arti o professioni che sono allo stesso tempo soci di società di persone soci di società trasparenti associazioni professionali o imprese familiari quindi se esse socio di Snc Sas o se un associato in partecipazione o sei un collaboratore familiare non puoi accedere a regime forfettario così come non può accedere al regime forfettario anche chi controlla indirettamente o direttamente una società a responsabilità limitata la quale società esercita attività direttamente o indirettamente riconducibile a quella attività che andrai a svolgere individualmente con il regime forfettario.

Non possono quindi accedere al regime forfettario le persone fisiche la cui attività sia rivolta prevalentemente nei confronti dei datori di lavoro con i quali siano intercorsi rapporti nei due anni precedenti d’imposta. Quindi ad esempio io non posso licenziare armi e poi aprire regime forfettario e fatturare prevalentemente al mio ex datore di lavoro o datore di lavoro che ho avuto nei precedenti due anni non è ricompreso in questa causa di esclusione chi inizia un’attività dopo aver svolto il tirocinio o la pratica obbligatoria. L’ultima causa di esclusione riguarda chi è lavoratore dipendente.

Il lavoratore dipendente che ha un RAL superiore ha un reddito annuale lordo annuo superiore a 30 mila euro non potrà continuare a esercitare un’attività individuale con regime forfettario oppure non potrà iniziare un’attività individuale con regime forfettario.

Vale anche per un reddito annuale lordo determinato da pensione quindi il dipendente che vuole aprire una partita Iva nel 2021 e ha percepito un ral superiore a 30.000 euro o il pensionato ha percepito un reddito annuale lordo superiore 30 mila euro. Potrà iniziare un’attività individuale ma non in regime forfettario.

L’unica eccezione è che il rapporto di lavoro sia cessato ma cessato in quell’anno quindi ad esempio nel 2021 vado ad aprire partita Iva a regime forfettario con un Real superiore nel 2020 ai 30 mila. Il mio contratto di lavoro sia cessato nel 2020. Nel caso in cui il soggetto si trovi in regime forfettario e si verifichi una delle cause di esclusione ovvero si siano superati i 65.000 richiesti quale requisito di accesso il regime forfettario terminerà in quell’anno e perderà efficacia dall’anno successivo. Vediamo quindi come si calcola il reddito determinato forfettaria mente e come funziona la tassazione.

Modalità di calcolo del reddito

La modalità di calcolo del reddito è veramente molto molto semplice si applicano infatti i coefficienti di redditività che cosa sono i coefficienti di redditività sono delle percentuali da applicare al singolo codice A TECO. A titolo esemplificativo il commerciante ha un coefficiente di redditività del %100. Il professionista ha un coefficiente di redditività del 78%. L’artigiano ha un coefficiente di redditività del 67 per cento.

Basterà quindi moltiplicare il fatturato i componenti positivi per il coefficiente di redditività e quello sarà il nostro reddito determinato forfettaria mente sul quale si andrà ad applicare un’imposta sostitutiva del 15 per cento.

L’imposta sostitutiva diventa del 5% in presenza di una situazione di agevolazione da start up una volta che ho determinato il mio reddito in maniera forfettaria posso andare a dedurre l’unico costo che è possibile dedurre con il regime forfettario che sono i contributi previdenziali effettivamente pagati e versati. Vado quindi a calcolare il mio reddito moltiplicando il fatturato per il coefficiente di redditività. A questo punto vado a dedurre i contributi previdenziali e sulla somma ottenuta da applicare l’aliquota dell’imposta sostitutiva del 15% o 5% in caso di start up oltre all’imposta sostitutiva sono dovuti i contributi previdenziali.

E qui dobbiamo fare una differenza perché le agevolazioni scaturì enti dal regime forfettario valgono solamente per gli iscritti alla previdenza artigiana o commerciante quindi sostanzialmente per gli iscritti in Camera di Commercio i quali potranno vedersi scontati i contributi previdenziali del 35 per cento su base annuale. Questo sconto non è però un vero e proprio sconto ossia che vengono comunque considerati in quanto i contributi versati si considerano versati per il 35% meno andando quindi ad inficiare sugli anni di calcolo necessari per il raggiungimento della pensione.

Per quanto riguarda invece gli iscritti in gestione separata la percentuale è sempre e comunque del 25,6 92% e non vi sono agevolazioni. Il 25 virgola 72 %100 si andrà quindi a calcolare il reddito determinato forfettaria mentre maggiori ed ulteriori vantaggi ci sono per chi inizia un’attività d’impresa. L’imposta sostitutiva passa dal 15% al 5% in presenza di tre requisiti fondamentali può usufruire del 5% di imposta sostitutiva per cinque anni. Chi non abbia esercitato nei tre anni precedenti attività artistica professionale o d’impresa anche in forma associata quando l’attività secondo requisito non sia una mera prosecuzione di un’attività svolta precedentemente magari come lavoratore dipendente quindi sia un’altra tipologia di attività.

E infine se viene proseguita un’attività che in precedenza era svolta da un altro soggetto l’ammontare dei ricavi e compensi non devono aver superato i requisiti di accesso.

Modalità

Le modalità di accesso al regime sono molto semplici il regime forfettario è il regime naturale di partenza quindi in sede di inizio attività si andrà a barrare la casella relativa all’agevolazione.

Per chi invece è già in attività e ha i requisiti per poter entrare e permanere nel regime forfettario non dovrà semplicemente far altro che attenersi a dei comportamenti inconcludenti e quindi cominciare ad operare e a utilizzare i meccanismi contabili propri del regime forfettario. A livello fiscale generalmente i comportamenti conclude enti sono sempre determinati e quindi quello che conta poi è sempre la sostanza dell’operazione e la sostanza del comportamento che a livello dichiarativo otteniamo.

Voglio concludere con quelle che sono le semplificazioni e i vantaggi. Le semplificazioni riguardano soprattutto la non applicazione dell’IVA e la determinazione del reddito con imposta sostitutiva e non con aliquota marginale Irpef.

La semplificazione riguarda anche la tenuta delle scritture contabili. Ti ricordo che nel regime forfettario non esistono i costi deducibili non è che non si deducono le spese perché le spese sono dedotte. Variamente se il commerciante determina il reddito sulla base del 40 per cento del fatturato significa che il 60 per cento è considerato già dal legislatore come un costo deducibile in maniera forfettaria. Lo stesso vale per il professionista che si vedrà dedotto in maniera forfettaria il 22 per cento dei costi. Lo stesso vale per l’artigiano che si vedrà dedotto il 33 per cento dei costi senza materialmente andare a portare le fatture di acquisto e di spesa così come il regime forfettario non è obbligato alla fatturazione elettronica anche se chi aderisce alla fattura elettronica può ottenere dei benefici quali ad esempio la riduzione dei termini di accertamento.

Infine quanto alle semplificazioni contabili la contabilità è molto più snella e non sono necessarie tutte le operazioni proprie di un contribuente ordinario.

Martina Belmondo
Laureata in Economia Aziendale, classe 1987, Martina dirige la redazione di Inprestiti.com da giugno 2015. Ama gli animali e gli sport estremi.