Detrazione 50% per interventi di ristrutturazione. Tutto quello che dovete sapere

Detrazione 50% per interventi di ristrutturazione. Tutto quello che dovete sapere
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Attraverso l’approvazione della Legge di Stabilità 2016, lo scorso 15 ottobre il Consiglio dei Ministri ha prolungato fino al 31 dicembre 2016 la detrazione fiscale Irpef del 50% che può essere richiesta per interventi di ristrutturazione.

Un bonus per l’edilizia che in questi ultimi anni ha fatto crescere il settore, nonostante la crisi. Basti pensare che dal 2008 al 2015, questi incentivi hanno generato investimenti pari a 178 miliardi di euro secondo i dati forniti dal Report Cresme e Servizio Studi della Camera.

 La legge n. 90 del 2013 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 181 del 3 agosto 2013: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale, del Decreto Legge n. 63 del 04/06/2013.”

 Se anche voi state pensando di usufruire di questo bonus per la casa, ma non sapete se ne avete diritto e come fare richiesta, ecco una guida su tutto ciò che dovete sapere in merito.

Che cos’è la detrazione 50%?

Lo sconto Irpef del 50% per interventi di ristrutturazione è un incentivo che si può applicare al patrimonio edilizio esistente con fini residenziali.

La spesa massima è di 96 mila euro e non oltre. Si possono, però, aggiungere 10 mila euro in arredamento e in grandi elettrodomestici di classe A+ (oppure A, ma solo per i forni) ai quali verrà applicato un altro 50% di sconto.

Detto questo, è chiaro che la detrazione massima è di 48 mila euro per le spese di ristrutturazione e 5 mila euro per le spese di arredamento.

La detrazione è divisa in 10 rati annuali e, infine, si potrà usufruire dell’aliquota Iva vantaggiosa del 10% per l’esecuzione dei lavori.

L’incentivo, e quindi il tetto di spesa, è valido per ogni singola unità immobiliare. Per cui se siete proprietari di più immobili potrete usufruire dello sconto Irpef nella sua misura massima per ogni abitazione.

Chi rientra tra i beneficiari della detrazione 50%?

 Rientrate tra i beneficiari del bonus se siete tra coloro che affrontano le spese di ristrutturazione. Per cui non solo i proprietari degli edifici sono beneficiari della detrazione Irpef, ma anche chi esercita altri diritti reali sull’immobile; come ad esempio:

  • gli inquilini;
  • i comodatari;
  • i soci di cooperative divise o indivise;
  • ed infine il l’acquirente dell’immobile che abbia già registrato il compromesso.

Inoltre, è importante ricordare come anche un famigliare convivente del proprietario o del detentore dell’immobile possa usufruire dello sconto.

La Circolare Agenzia delle Entrate 24 aprile 2015, n. 17/E spiega infatti come ad esempio il figlio, che vive insieme ai genitori che stanno affrontando le spese di ristrutturazione, possa essere il beneficiario della detrazione.

L’importante è indicare correttamente i dati del beneficiario del detrazione.

Infine, vi ricordiamo chi è considerato famigliare dalla legge italiana: “il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.”

Quali sono gli edifici e quali sono gli interventi oggetto detrazione?

 Come accennato poco fa la detrazione Irpef può essere applicata al patrimonio edilizio già esistente e solo ed esclusivamente se ha fini residenziali.

Questo cosa significa?

Significa che gli interventi devono avvenire su edifici già esistenti. L’immobile in questione, quindi, deve risultare accatastato o deve essere già stata presentata domanda di accatastamento. Vengono escluse le nuove costruzioni e gli ampliamenti. In quest’ultimo caso si può, eventualmente, ancora usufruire della detrazione sulla ristrutturazione della parte esistente dell’edificio.

Le spese e gli interventi che godono della detrazione sono i seguenti:

  • manutenzione ordinaria sulle parti comuni degli edifici residenziali e manutenzione straordinaria sia sulle parti comuni degli edifici residenziali e sia su singole unità immobiliari;
  • restauro e risanamento conservativo, e ristrutturazione edilizia sulle parti comuni degli edifici residenziali e su singole unità immobiliari residenziali. Questo avviene anche per interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione e che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori la successiva alienazione o assegnazione dell’immobile;
  • ricostruzione o il ripristino degli immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi, ma solo se è stato dichiarato lo stato di emergenza nel Comune interessato.

Se volete avere informazioni più specifiche per ogni tipo di intervento, vi consigliamo di consultare la Guida dell’Agenzia delle Entrate, aggiornata a Gennaio 2015, alla pagina 26. Troverete ogni tipo di lavoro come l’installazione di inferiate, che, pur essendo considerata manutenzione ordinaria, è detraibile anche per singole unità abitative private.

In questo modo potrete verificare se gli interventi che volete affrontare rientrano o meno tra quelli soggetti allo sconto.

Come richiedere la detrazione 50%

Negli ultimi anni, tutti i passaggi da eseguire, per richiedere questi incentivi fiscali sulla casa, sono stati semplificati. È, tuttavia, consigliato leggere le seguenti indicazioni, per evitare errori che potrebbero compromettere la richiesta del bonus Irpef.

In realtà non è necessario fare domanda specifica, ma basta indicare i dati catastali identificativi dell’immobile nella dichiarazione dei redditi.

 Se siete detentori dell’immobile, dovrete anche indicare gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo.

 La cosa fondamentale è che i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale. Sono, ovviamente, esclusi quei tipi di pagamenti che non possono essere eseguiti con questa modalità, come il pagamento di oneri concessori, diritti di segreteria, bolli, ecc.

 Fate molta attenzione a come compilate il bonifico. Innanzitutto, dovrete specificare il codice fiscale del beneficiante e il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario.

 È anche fondamentale prestare attenzione alla causale che dev’essere la seguente: “Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986 – Pagamento fattura n. ___ del______ a favore di _______________ partita Iva _________________.”

Noi, comunque, consigliamo di richiedere la modulistica apposita per la richiesta che dovrebbe essere disponibile nella maggior parte degli istituti di credito. In questo modo eviterete qualsiasi errore.

Oltre a questi passaggi dovrete essere in possesso di alcuni documenti:

  • titolo autorizzativo necessario per eseguire i lavori (Permesso di Costruire, DIA, SCIA o CILA);
  • se i lavori sono di attività edilizia libera, non è previsto alcun titolo, ma dovrete comunque compilare un’autocertificazione in cui si indichi la data di inizio dei lavori;
  • domanda di accatastamento, se l’immobile non è ancora stato censito;
  • se dovute, le ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Imu);
  • delibera assembleare di approvazione dei lavori in caso di interventi su parti comuni di edifici residenziali;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori firmata dal proprietario dell’immobile;
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare.

Infine, dovrete mandare una comunicazione all’Asl competente se durante i lavori intervengono più di un’impresa. Questa notifica preliminare deve contenere le seguenti informazioni: generalità del committente, natura dell’intervento, dati identificativi dell’impresa costruttrice e data di inizio dell’intervento.

Ora che avete chiari tutti i passaggi e tutta la documentazione necessaria, siete pronti a richiedere la detrazione 50% per tutti quei lavori che avreste sempre voluto fare a casa.

Simone Sarchi
Info su Simone Sarchi 10 Articoli
Classe 1989, è laureato alla City University London in International Journalism. Da sempre interessato all’economia, alla finanza e a scoprire il mondo viaggiando, lavora come giornalista e fotoreporter freelance.
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