I principali strumenti di educazione finanziaria del mercato italiano

I principali strumenti di educazione finanziaria del mercato italiano
5 (100%) 1 voti

In tema di educazione finanziaria, l’Italia è ancora molto indietro rispetto ad altri Paesi europei.

Tra gli strumenti più utili si può menzionare, però, Altroconsumo Finanza, il servizio di consulenza che è direttamente correlato ad Altroconsumo, la nota associazione di consumatori che raccoglie qualcosa come 400mila iscritti su tutto il territorio.

Per chi intende conoscere di Altroconsumo Finanza il costo abbonamento ed il periodo di prova gratuito sono decisamente allettanti: in particolare, per il primo mese non è richiesto alcun pagamento, mentre l’abbonamento mensile è pari a poco più di 24 euro, ma per i primi dodici mesi (dopo quello gratuito) è dimezzato.

Quello che conta

Nel mese di aprile del 2018 è stato lanciato online il portale governativo Quello Che Conta: si tratta di un portale pubblico incentrato proprio sull’educazione finanziaria, che tratta anche temi di natura previdenziale e assicurativa.

Sul sito sono presenti 12 guide pratiche grazie a cui gli utenti hanno la possibilità di conoscere da vicino le opportunità e i rischi con cui si può avere a che fare quando si investe; c’è, inoltre, una sezione con 7 cose da sapere per compiere scelte consapevoli, mentre per i meno esperti sono molto utili i 5 consigli elementari che hanno lo scopo di minimizzare i rischi di fronte alla necessità di utilizzare in modo intelligente le proprie risorse.

La Strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale

Ingresso Ministero Sviluppo Economico

La pubblicazione del portale governativo rientra nell’ambito della Strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, ed è stata curata dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, di cui fanno parte l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo dei consulenti finanziari, il Ministero dello Sviluppo Economico, la Banca d’Italia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, l’Ivass, la Consob e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il censimento sulle attività di educazione finanziaria

Pochi mesi fa, inoltre, è stato dato il la al Censimento dei programmi di educazione finanziaria che sono attivi nel nostro Paese in questo momento. Si tratta di un’indagine che viene eseguita dalla Banca d’Italia su incarico del Comitato menzionato in precedenza, e che ha proprio lo scopo di raccogliere tutte le informazioni utili a proposito dell’offerta formativa a disposizione.

La rilevazione precedente risale al 2014: ecco perché il censimento è indispensabile per verificare quali passi in avanti sono stati compiuti in tal senso e qual è stata l’evoluzione del contesto.

Il Museo del Risparmio

Un altro degli strumenti di educazione finanziaria attivi sul territorio nazionale è il Museo del Risparmio, dove si fa riferimento al gioco e agli aspetti ludici per provare a trasmettere e a diffondere concetti fondamentali in questo campo.

L’impiego di strumenti multimediali viene esaltato dalla gamification, vale a dire il ricorso a premi, livelli, punti e tutte quelle dinamiche caratteristiche del gioco: si crea, così, un contesto in grado di coinvolgere e, soprattutto, di rendere l’apprendimento più semplice. Il gioco è sinonimo di sperimentazione, e ha un ruolo di primo piano anche per ciò che concerne la stimolazione della memoria e della concentrazione.

Le app ludiche

Chiunque sul proprio smartphone ha la possibilità di scaricare app che hanno direttamente a che fare con l’educazione finanziaria.

Lo stesso Museo del Risparmio ha dato vita a un’applicazione denominata Be Prime Minister!, che invita chi gioca a vestire i panni immaginari del capo di governo di un’isola di cui deve gestire le spese di investimento. Si tratta di un role play che è destinato ad attirare i ragazzi per invitarli a mettersi in gioco. Il bello del gioco è che anche se si fallisce si può ricominciare da zero, per mettere a frutto gli errori commessi.

Riccardo Forti
Info su Riccardo Forti 27 Articoli
Riccardo Forti è nato a Seborga, in provincia di Imperia, nel 1977. Da sempre appassionato e studioso del settore finanziario, si è laureato in Economia a Genova nel 2002. Collabora con importanti riviste di settore e dal 2009 è papà di due splendidi gemelli: Marta e Francesco.